Il Tg3 cambia rotta e tesse l'elogio delle scollature. Ma solo in Turchia
Difficile credere alle proprie orecchie e anche ai propri occhi: ma era proprio il Tg3, mercoledì sera, a tessere l’elogio della presentatrice televisiva turca Gozde Kansu, licenziata dall’emittente Atv dopo essere apparsa con un vestito molto ma molto scollato in una serata in diretta ed essere stata per questo violentemente criticata dal deputato Huseyin Celik, portavoce del partito di governo Akp? La giornalista Maria Cuffaro, dopo aver parlato dell’iniziativa del premier Erdogan, che ha tolto il divieto per le impiegate pubbliche di portare il velo durante il lavoro, racconta i vari aspetti del giro di vite sulle libertà in terra turca, compreso il fatto che “la donna deve tornare a essere angelo del focolare, pudica, velata”.
22 AGO 20

Difficile credere alle proprie orecchie e anche ai propri occhi: ma era proprio il Tg3, mercoledì sera, a tessere l’elogio della presentatrice televisiva turca Gozde Kansu, licenziata dall’emittente Atv dopo essere apparsa con un vestito molto ma molto scollato in una serata in diretta ed essere stata per questo violentemente criticata dal deputato Huseyin Celik, portavoce del partito di governo Akp? La giornalista Maria Cuffaro, dopo aver parlato dell’iniziativa del premier Erdogan, che ha tolto il divieto per le impiegate pubbliche di portare il velo durante il lavoro, racconta i vari aspetti del giro di vite sulle libertà in terra turca, compreso il fatto che “la donna deve tornare a essere angelo del focolare, pudica, velata”. E la “bella Kansu”, dice, evidentemente “è pericolosa, la sua femminilità esibita con indipendenza è una minaccia e quindi va punita” (qui il video, dal minuto 27:56 in poi).
Ineccepibile. Salvo che lo spezzone di spettacolo che è costato il posto alla conduttrice, trasmesso sempre dal Tg3, è di quelli che non sarebbe sfuggito alle occhiute paladine della dignità del “corpo delle donne”, indebitamente mercificato discinto esibito. Di certo, degno di figurare con ludibrio nell’omonimo documentario di Lorella Zanardo. Ma forse la “femminilità esibita con indipendenza”, anche grazie a una scollatura osé, nel codice della correttezza sessuale è un bene solo sulle televisioni turche, non da queste parti.